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giovedì 20 ottobre 2011

I RISPARMI PER PROCURE E RINUNCE ALLA EREDITA'


Nell’ambito delle attività svolte dal Tavolo di lavoro congiunto Agenzia delle Entrate - Consiglio Nazionale del Notariato, istituito con protocollo di intesa del 29 ottobre 2010, sono state esaminate ed approfondite alcune questioni poste dal CNN, di particolare interesse per tutti i cittadini in termini di risparmio d’imposte e di certezza del diritto:
in particolare, il tema dell’applicazione dell’imposta fissa di registro per gli atti recanti più disposizioni prive di contenuto patrimoniale e il pagamento dell’imposta fissa per le donazioni, il cui valore sia al di sotto della franchigia stabilita dalle norme sulle imposte di successione e donazione.
L’Agenzia delle Entrate, condividendo in massima parte le posizioni sostenute dal Consiglio Nazionale del Notariato, ha fornito i propri chiarimenti con la circolare n. 44/E del 7 ottobre 2011 ed ha affermato i seguenti principi:
- quando in uno stesso documento, atto pubblico o scrittura privata autenticata, siano contenute più disposizioni che non hanno per oggetto prestazioni a contenuto patrimoniale (esempio: un unico documento che contiene più procure o più rinunce all’eredità), poiché non si realizza un’espressione di capacità contributiva e quindi non trova applicazione l’art. 21 D.P.R. n. 131/1986, tale documento è soggetto a registrazione con imposta fissa nella misura di 168 euro. Il medesimo principio trova applicazione anche con riferimento alle singole modifiche statutarie contenute nei verbali assembleari. In caso di verbale che contenga una disposizione di contenuto patrimoniale e una disposizione priva di tale requisito, l’imposta deve essere corrisposta solo con riferimento alla disposizione che esprime una manifestazione di capacità contributiva. In ogni caso, l’imposta da assolvere in sede di registrazione non può essere inferiore alla misura fissa, pari ad euro 168,00;
- per la registrazione degli atti che contengono esclusivamente una o più disposizioni donative, di valore inferiore alla franchigia (1 milione di euro per coniuge e parenti in linea retta, 100mila per fratelli e sorelle, 1,5 milioni per i portatori di handicap), non deve essere corrisposta l’imposta di registro. Questo principio aggiorna l’interpretazione sul tema seguita finora dalla Agenzia delle Entrate.
FONTE:Notariato.it

mercoledì 31 agosto 2011

Pensieri notarili


Una ragazza in procinto di laurearsi in Giurisprudenza , chiede  alcuni consigli sul percorso migliore da intraprendere post-laurea ; nello specifico  chiede se sia meglio iniziare sin da subito a far  pratica legale e una volta terminata questa iniziare la pratica  notarile oppure , per "velocizzare i tempi",  se sia meglio svolgerle assieme;
Inoltre chiede sia informazioni  sulla eventualità di iniziare la pratica notarile in Val d'Aosta, sia se qualcuno degli iscritti al  sito dei praticanti notai, fosse al corrente circa la possibilità di effettuare una pratica legale e notarile "fittizia".
Tra le varie risposte che sono apparse sul forum , una in particolare ha attirato la mia attenzione, è ho voluto condividerla con voi:

...."Oggi è inutile fare del "turismo" pro esame da avvocato, poichè le correzioni sono incrociate. Mi spiego: i compiti della Campania, ad esempio, vengono spediti in Lombardia per essere corretti, e quelli della Val d'Aosta vanno, magari, in Basilicata, ecc. L'estrazione delle corti d'appello per le correzioni viene fatta comunque dopo la fine degli scritti, quindi resta dove sei, perchè correre a Roma è inutile e fuorviante.
La partica legale, in via di fatto, puoi farla "fittizia", ma - d'altronde - anche quella notarile potresti farla fittizia; anzi, per quella notarile è anche più facile, perchè non c'è la presenza obbligatoria - rilevata a verbale - in udienza.
La partica notarile nelle zone di confine (Val d'Aosta, Bolzano, Trieste) è complicata dal fatto del bi-linguismo, per cui se non conosci - nel tuo caso - il francese potresti avere difficoltà a comunicare con i clienti di studio ed a comprendere gli atti ricevuti in tale lingua; per il resto, però, non credo che cambi molto rispetto alle altre zone d'Italia.
L'esame da avvocato pare non richiedere - a quanto ne so non avendolo fatto, ma avendo un sacco di amici che l'hanno fatto - uno "studio matto e disperatissimo" di leopardiana memoria, come invece quello notarile.
Considera, però, quanto segue:
1) se non hai uno studio legale avviato in famiglia, con oltre 300.000 iscritti all'ordine a livello nazionale, il carattere di seria "alternativa" dell'avvocatura rispetto al notariato è un'utopia, come dimostrano le migliaia di avvocati abilitati che, anche in città di medie dimensioni come la mia, sbarcano il lunario come pony express portando pizze a domicilio;
2) d'altro canto, però, il notariato è ancor più una chimera dell'avviare uno studio legale senza avercelo già in famiglia. Vincere il concorso è come vincere il superenalotto quando in palio ci sono i 50 milioni di euro...praticamente impossibile!
Vedi un po' tu...comunque la metti, stai - come tutti noi - messa male.
Come già ti dissi tempo addietro: lascia perdere il notariato, ne guadagnerai in termini di salute fisica e mentale, autostima, tempo libero, relazioni interpersonali...
Non vorrei trovarmi a Roma e scorgere un volto di ragazza in più, rispetto ai miei precedenti concorsi, che esce il terzo giorno piangendo amaramente su stessa per avere imboccato la strada sbagliata.
Io non sono facile alle lacrime (anzi!), ma talvolta almeno la voglia di piangere è tanta, quando guardo il volto sorridente dei miei bambini, attanagliato come sono dal senso di colpa per avere tolto loro tanti momenti, a causa della maledizione del notariato, che mi sono volontariamente attiratto addosso, per un ingenuo errore post-universitario di gioventù.
Ti auguro di cuore di non vivere mai nulla di simile."
Sii felice
(-discussione tratta dal sito Romolo Romani- il sito dei praticanti Notai-)